ADR 2025 e Accordo Multilaterale M368: nuove opportunità
ADR 2025 e Accordo Multilaterale M368: nuove opportunità nella gestione dei rifiuti contenenti solventi
Con l’entrata in vigore dell’ADR 2025, il settore della gestione dei rifiuti pericolosi si prepara ad affrontare un importante aggiornamento normativo. Tra le novità più rilevanti emerge l’Accordo Multilaterale M368, che sostituisce il precedente M329 e che resterà valido fino al 20 settembre 2030 nei Paesi aderenti.
Per le aziende che operano nella produzione, nell’utilizzo e nel recupero di solventi e di diluenti, il nuovo accordo rappresenta un cambiamento significativo, soprattutto nella gestione operativa dei residui di lavorazione, dei resi e dei rifiuti derivanti dai processi industriali. Realtà specializzate nel recupero di solventi esausti e nella rigenerazione dei prodotti chimici, come Multichimica, sono direttamente coinvolte da queste evoluzioni normative, che puntano a semplificare alcune procedure senza ridurre gli standard di sicurezza.
L’Accordo M368 introduce, infatti, una serie di deroghe operative che consentono maggiore flessibilità nella gestione del trasporto ADR dei rifiuti contenenti merci pericolose. L’obiettivo è agevolare la raccolta e il trasferimento di materiali spesso difficili da classificare in modo immediato, mantenendo, comunque, il controllo lungo tutta la filiera.
Tra gli aspetti più importanti dell’accordo vi è la possibilità, in specifiche condizioni, di utilizzare imballaggi non omologati ONU oppure imballaggi con omologazione scaduta. Si tratta di una semplificazione particolarmente utile nella gestione di residui industriali e di solventi esausti provenienti da attività produttive, da carrozzerie, da industrie chimiche e da imprese manifatturiere.
L’accordo prevede, inoltre, semplificazioni nelle operazioni di raccolta e di trasporto dei rifiuti ADR, soprattutto quando i materiali derivano da miscele complesse o da prodotti chimici non più utilizzabili. In molti casi, infatti, i rifiuti contenenti solventi possono presentare composizioni variabili che rendono più articolata la classificazione ADR tradizionale.
Questa novità interessa da vicino numerosi prodotti comunemente impiegati nei cicli produttivi industriali, come acetoni, diluenti nitro, solventi antisilicone, diluenti epossidici e altri formulati tecnici utilizzati per verniciatura, per pulizia e per sgrassaggio. Prodotti come Acetone, Solvente Antisilicone e Diluente Epossidico generano frequentemente residui classificati come rifiuti pericolosi che richiedono una gestione conforme alle disposizioni ADR.
Nel settore dei solventi, la corretta gestione dei rifiuti rappresenta oggi un elemento sempre più strategico, sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista organizzativo. Il recupero e la rigenerazione dei solventi esausti consentono, infatti, di ridurre la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento e di reintrodurre nei cicli produttivi materiali recuperati, contribuendo concretamente ai principi dell’economia circolare.
Le semplificazioni introdotte dall’M368 non devono però essere interpretate come un alleggerimento delle responsabilità. Rimane fondamentale verificare attentamente le condizioni applicative previste dall’accordo, assicurando una corretta classificazione dei rifiuti e adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza durante il trasporto.
In particolare, sarà essenziale continuare a prestare attenzione a:
- identificazione corretta delle caratteristiche di pericolo del rifiuto
- compatibilità degli imballaggi utilizzati
- idoneità delle modalità di raccolta e di stoccaggio
- conformità della documentazione di trasporto
- formazione del personale coinvolto nella gestione ADR
Per le aziende del comparto chimico e industriale, l’Accordo M368 rappresenta, quindi, un’opportunità importante per rendere più efficiente la gestione dei rifiuti contenenti solventi, mantenendo al tempo stesso elevati livelli di controllo e di sicurezza.
In un contesto in cui sostenibilità, tracciabilità e conformità normativa assumono un ruolo sempre più centrale, l’evoluzione dell’ADR conferma la necessità di adottare processi strutturati e competenze specialistiche nella gestione dei solventi esausti e dei rifiuti pericolosi.
Investire in procedure corrette di recupero, di trasporto e di rigenerazione significa non solo rispettare la normativa vigente, ma anche contribuire a un modello produttivo più responsabile, efficiente e orientato alla valorizzazione delle risorse.
