Aggiornamento sulla 231 ambientale....

   Giovedì 14 Luglio 2011 15:40


L’ente non è comunque punibile qualora, prima della commissione del reato, abbia adottato ed efficacemente attuato un “modello di organizzazione e gestione” idoneo a prevenire reati della specie di quello che si è verificato ed abbia provveduto ad adottare un’adeguata vigilanza sull’osservanza di detto modello, secondo le forme e con le modalità previste.

Misura della sanzione pecuniaria - le quote
L’ammontare delle sanzioni è determinato in quote”. Attualmente l’importo della quota varia da € 250,23 a € 1.549,37. Nello stabilire la sanzione da applicare il giudice da un lato determina il numero di quote dovute in relazione alla gravità del fatto, dall’altro lato determina l’importo della quota in ragione delle condizioni economiche e patrimoniali dell’ente da sanzionare.

I reati presupposto
In origine, la responsabilità amministrativa dell’ente, in aggiunta alla responsabilità penale di chi ha commesso il reato, riguardava solo reati tipo indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato, concussione e corruzione, reati societari, ecc. Si trattava comunque di delitti dolosi, ossia di reati gravi puniti a titolo di dolo .
Nel 2008 sono stati aggiunti come reati presupposto della responsabilità dell’ente anche l’omicidio colposo e le lesioni personali colpose, commessi in violazione delle norme antinfortunistiche, col ché uno strumento nato per delitti dolosi è stato esteso a delitti colposi, con conseguente maggiore difficoltà di inpiduare quando e in che modo il reato del dirigente o dipendente possa essere commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente: certamente nessun vantaggio ne ha l’impresa dalle conseguenze di reati di questo tipo, eventualmente un qualche vantaggio ne può aver avuto dal comportamento o dall’omissione da cui è derivato l’evento incidentale.
Ora la responsabilità dell’ente può conseguire anche da una serie di reati ambientali puntualmente inpiduati, per lo più costituiti da contravvenzioni punibili a titolo di colpa.

I reati ambientali
Costituiscono presupposto della responsabilità dell’ente, qualora commessi a suo vantaggio o interesse e non ricorrano le condizioni esimenti :
- una serie di reati, per lo più contravvenzionali, previsti dal cosiddetto testo unico ambientale , relativi agli scarichi idrici, alla gestione dei rifiuti, agli obblighi di bonifica ed alle emissioni in atmosfera;
- alcuni reati concernenti gli obblighi relativi alla riduzione e cessazione dell’impiego delle sostanze lesive per l’ozono ;
- alcuni reati attinenti lo sversamento di idrocarburi e altre sostanze liquidi da parte delle navi ;
- alcuni reati in materia di detenzione e commercio di specie animali e vegetali protette ;
- i nuovi reati di cui agli articoli 727-bis e 733-bis del codice penale introdotti dal nuovo decreto legislativo .

Condizioni di esenzione dalla responsabilità
L’ente è chiamato a rispondere solo se il reato commesso da un proprio dirigente o dipendente gli ha comportato, almeno indirettamente, un vantaggio.
Per evitare di incorrere in tale responsabilità, l’ente ha la facoltà di adottare un proprio modello organizzativo e di gestione idoneo a prevenire reati del tipo di quello che è stato commesso. Il modello organizzativo adottato peraltro conduce all’esenzione da responsabilità solo se realizzano le seguenti condizioni:
1) il modello organizzativo deve essere, oltre che adottato, anche effettivamente ed efficacemente attuato prima della commissione del reato;
2) il modello stesso deve essere stato all’occorrenza sottoposto a revisione e miglioramento;
3) il rispetto del modello di organizzazione e gestione deve essere stato assicurato attraverso un’idonea vigilanza; quest’ultima per assicurare il rispetto delle norme organizzative da parte dei dirigenti deve essere affidata ad apposito organo dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo;
4) deve essere stata assicurata continuità ed efficienza alla vigilanza e, se il reato è stato commesso da un dirigente, il responsabile deve aver operato eludendo fraudolentemente il modello organizzativo.



Tabella reati ambientali 231

 

VLGS 231/2011

 

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